Category: Fashion

Borsalino tra tradizione e novità. Un invito per le nuove generazioni.

Borsalino lancia la sua nuova collezione autunno/inverno e usa una strategia di mercato che avvicina anche le nuove generazioni al brand.

Il video, di cui si può vedere qui una anticipazione di 15 secondi, è visibile dal 2 ottobre sui canali Borsalino.

 

Tra le diverse forme di personalizzazione adotatte durante la Milano fashion week, Borsalino sceglie lo storytelling intimo e moderno e il diversity positivism come elementi del racconto del brand.

La campagna prende vita in due luoghi simbolo: Villa Borsalino, dove abitano gli eredi del fondatore Giuseppe Borsalino e la manifattura di Spinetta Marengo

Esistono diversi modi di fare branding e proporsi ai propri customers. Ci sono marche che si appoggiano sul potere del logo, e più che roteare intorno al cliente, cercano di essere un oggetto di culto. Poi esistono brand che riescono ad essere oggetto di culto, eppure trattarlo con più modestia, che scelgono di raccontarsi in maniera più intima e personale.

Borsalino appartiene alla seconda categoria, ed essendo un brand con una impronta a conduzione familiare, che non vuole perdere le sue radici a favore di un marketing spersonalizzato, è una scelta coerente scegliere di raccontarsi aprendo le porte della propria residenza e di Spinetta Marengo 

il cappello è un oggetto che viene scelto da un pubblico di una nicchia che si espande sempre di più man mano che anche le nuove generazioni si rendono conto del bisogno di coprire il viso dall’eccessiva esposizione al sole.

Ma rimane anche un elemento che accentua la personalità del compratore. Ripara d’estate e scalda (continuando a riparare) d’inverno dando però accento allo stile, completando l’outlook. Il cappello è un oggetto che sottolinea personalità, oltre ad avere un valore protettivo.

Piuttosto che raccontarsi per la funzionalità, che rischia di diventare banale, Borsalino ha focalizzato la storia su quegli elementi tipici della tradizione d’eccellenza del made in Italy: novità e continuità.

Quindi andiamo a scoprire i luoghi dove si crea un Borsalino, entriamo in casa della famiglia, vediamo il centro manifatturiero: questo è Borsalino, ti racconta, e ti invita, come un nuovo ospite nella casa di famiglia, come un cliente con tutto il suo valore che gira nella fabbrica dove nasce il suo cappello.

Borsalino è un brand con una storia fortemente consolidata ed è di per se un concetto simbolo del made in Italy, che si traduce da decenni in cappelli iconici: nasce con una storia, e per ogni pezzo sono necessari più di 50 passaggi manuali e 7 settimane di lavorazione. Ma è una storia che è legata al valore di essere Borsalino. 

Se soprattutto dopo il lockdown è chiaro che tutta l’audience del fashion è in una fase di riesame del rapporto col prodotto di lusso, è anche vero che per questo motivo i compratori sono più disposti ad ascoltare . 

Come personalizzare il prodotto passa da due canali principali: uno è permettere al cliente di intervenire materialmente sull’oggetto, aggiungendo elementi individuali (col nome personale, con una scelta di colori unica…), l’altro è raccontandosi e prendendo la mano di vecchi e nuove generazioni.

Per la maggior parte della popolazione italiana (e non), Borsalino fa pensare ad Alain Delon, a Casablanca, and Humprey Bogart, e il suo iconico cappello Borsalino che ormai si chiama “il Bogart” per antonomasia. Ma dare per scontato che anche la generazione Tik-tok sia a conoscenza di una storia così lunga ed iconica, non è corretto. Ed Infatti già nel 2019, Justin Gossman, frontman della rock band The Toy Guns, diventa testimonial per il Bogart.

In maniera lucida e moderna, il brand ha deciso di raccontarsi portandoci tutti a casa loro. Abbattendo le barriere, si può scoprire l’essere Borsalino nel modo più famigliare possibile, e se da una parte ci si affeziona ad un pezzo perché lo si può personalizzare, è ancora più vero che ci si lega ad un brand perché ci si identifica con la sua storia ed i suoi valori.

A firmare la nuova campagna di comunicazione Borsalino è il fotografo alessandrino Helmut Berta. A lui ed ad un set di modelli il compito anche di raccontare con naturalezza, come è giusto che sia, la diversità della società e che in sostanza Borsalino sta proprio bene a tutti.

Neccesario, in un momento in cui il luxury si sta guardando allo specchio e si sta scoprendo monotematico, scegliere di andare con classe e nonchalance nell’affermazione della multietnicità come un dato di fatto. Una scelta di stile di questa campagna tanto spontanea quanto complessa e moderna nei contenuti.

Villa Borsalino è la residenza della famiglia. Costruita a fine Ottocento, per iniziativa del fondatore Giuseppe Borsalino, in stile genovese, è oggi abitata dagli eredi. Questi hanno scelto di mantere intatto il fascino del luogo e lo spirito di chi nel tempo l’ha abitato. Gli arredi all’interno della Villa così come le decorazioni sono originali. Per questo portare la campagna all’interno della villa è il modo più autentico di raccontare la continuità che passa di generazione in generazione nella famiglia Borsalino. Il rispetto della storia.

La strategia di rilancio del marchio è sotto la direzione artistica del Creative Curator Giacomo Santucci, che punta a tradurre il DNA Borsalino in canoni estetici contemporanei.

La Manifattura di Spinetta Marengo è l’altro luogo scelto per la campagna: un posto un po’ magico dove uomini e macchine lavorano insieme per creare i pezzi culto.

Antichi attrezzi in legno, sbuffi di vapore, per insegnare che un Borsalino prende forma grazie a un antico processo di lavorazione. La storia si traduce in un racconto visuale, ma siamo davanti ad una generazione che impara a leggere nell’immediatezza dell’immagine.

Educare che il prodotto ha un prezzo perché richiede talento, tempo ed esperienza è un argomento che ragiona con la società post-lockdown, e che entra nell’emotività collettiva con facilità, se si porta il consumer direttamente dentro il centro di manifattura.

Guardiamo ora a 3 elementi della collezione. Tre per l’uomo e tre per la donna:


Ci sarebbe da sottolineare una certa fluidità di stile: più morbidi gli elementi maschili, con colori a contrasto, e più mascolinità nel taglio dei modelli femminili. 

Restano modelli Borsalino, fedeli alla tradizione, ma sono moderni, riescono ad essere a cavallo di diverse generazioni, che è un talento del DNA del made in Italy, ma che su Borsalino si trasforma in maniera non scontata.

Nei prossimi giorni analizzeremo altri approcci alle strategie del luxury fashion della Milano Fashion Week.

E’ stata un po’ una rivoluzione silenziosa, ma ci sono stati significativi cambiamenti, ed ogni brand ha ripreso a raccontarsi attraverso una diversa presa di coscienza di se stessi.

La scelta intima e personale dello storytelling di Borsalino consolida gli sforzi di una marca iconica del Made In Italy.

Crediti Campagna FW20:
 
Fotografo: Helmut Berta
Modelli: Natasha Borozan, Sofia Vittoria Ronchi, Daniele Crostella, Andrea Rodriguez Mianulli

Makeup/Grooming: Luciana La Pique
Locations: Villa Borsalino ad Alessandria / Manifattura Borsalino a Spinetta Marengo 


PRADA MULTIPLE VIEWS, LA COLLEZIONE ss2021

La collezione ss2021 di Prada con multiple views parla di molteplici visioni e miriadi di prospettive.

Presentata in 5 capitoli, interpretata da 5 artisti l’approccio di Multiple Views è al contempo coerente e delineata e multipla e sfaccettata. Terence Nance, Joanna Piotrowska, Martine Syms, Juergen Teller e Willy Vanderperre propongono ognuno un film che cattura un aspetto della collezione Prada, e il progetto riflette la realtà di una presentazione in digitale, come quella della digital fashion week, e la celebra.

PRADA MULTIPLE VIEWS SS21 - THE SHOW THAT NEVER HAPPENED

CAPITOLO I
Willy Vanderperre (1971, Belgio)
“Prada evolve e cambia ogni stagione. Questa stagione, mentre scattavo e filmavo, la collezione mi è sembrata onesta, spogliata dalle idee della moda, che a sua volta trasforma quell’idea di nuovo in moda. Ci è sembrata anche introspettiva e leggermente schizofrenica. Uno sguardo al passato con un occhio rivolto al futuro. Spero che il pubblico percepisca il film come una presentazione pura e onesta della collezione.”

CAPITOLO III
Joanna Piotrowska (1985, Polonia)
“I gesti e la fisicità sono una forma essenziale di comunicazione non verbale e giocano un ruolo importante negli aspetti concettuali e compositivi del mio lavoro. Schioccare le dita, un’azione rapida e sottile ma che richiede attenzione. Viene anche usata per indicare approvazione o per tenere il ritmo. Ho pensato che questo cortometraggio potesse essere uno spazio interessante per lavorare con lo
“schiocco” come motivo ricorrente che segna i movimenti e riorienta l’attenzione dello spettatore verso ogni nuovo look.”

CAPITOLO V
Terence Nance (1982, USA)
“Il film è nato velocemente e per gioco. Non ci sono parole per decodificarne il significato presente, passato e futuro, ma forse è solo questione di “tempo” e di trattenere i propri organi in quel contenitore che chiamiamo corpo mentre si contorce per amare ogni secondo che passa e non torna più”.

CAPITOLO II
Juergen Teller (1964, Germania)
“È stato un onore essere invitati a fotografare e filmare l’ultima collezione di Miuccia. Ai miei occhi, uomini e donne erano belli, eleganti e moderni. Mi è piaciuto interpretare la visione di Miuccia e cercare di darle un senso che fosse il più onesto e diretto possibile.”

CAPITOLO IV
Martine Syms (1988, USA)
“Il video è un collage di molteplici formati e presenta movimenti iterativi e ripetitivi intervallati con persone bellissime che fissano immagini di se stessi su monitor e schermi, a Milano e nel mio studio di Los Angeles. Poiché i capi della collezione hanno un sapore anni ‘60, ho cercato di includere diversi riferimenti alla cultura cinematografica e alla sorveglianza/subveglianza da quel periodo fino ad oggi. Mi ispiro al ruolo che gli schermi hanno nel fare e disfare l’essere umano e a cosa significhi vivere, respirare, muovere persone in carne ed ossa in un mondo che ne è pieno.”

LA COLLEZIONE PRADA SS 2021

L’attenzione per la ss2021 è tutta rivolta sugli indumenti, sulla longevità, l’uso e il valore degli stessi che più sono complessi, e più sembrano semplici e non ostentati, quasi funzionalisti.

Focus quindi sulla quintessenza di Prada: il significato. Come indossare gli abiti, dove e perché..

A livello di stile si può parlare di classicismo misto a futurismo, paradossi al contempo sportivi e formali.

Per quanto riguarda la moda uomo, la silhouette è definita stretta, con manifatture tecnologicamente innovative (nylon Prada)* e materiali elasticizzati.

Per quanto riguarda la collezione donna la scelta è su volumi e trattamenti “couture”. Indumenti “industrial” vengono trattati con manifatture classiche in maniera funzionalista e prendendo pellame cotone e taffetà dall’influenza sportiva.

Anche la lingerie è snellita e ridotta all’essenziale, in maglia morbida e tessuti leggeri

Per quanto riguarda i cappotti, sono stretti e spesso a pelle nuda

Una purezza un po’ radicale ed una semplicità in realtà complessa caratterizzano questa collezione che celebra la contraddizione di gioia rigorosa e apparente fragilità. Dinamica e sportiva attraverso diversi punti di vista.

SOCIAL e WWW

prada.com

youtube.com

#PradaSS21
#PradaMultipleViews


CHRISTIAN PRAZZOLI NOMINATO NUOVO AD DI BALDININI S.R.L.

Baldinini rafforza il top management e lancia un piano di evoluzione strategica con al centro il prodotto, la distribuzione e nuovi progetti multicanale. Il consiglio di amministrazione del marchio di calzature Made in Italy ha infatti nominato Christian Prazzoli come nuovo amministratore delegato del gruppo.

Allo stesso tempo Gimmi Baldinini, anima della maison d’alta gamma nata nel 1910 a San Mauro Pascoli, continuerà a ricoprire il ruolo di presidente della società, rimanendone anche socio.

Classe 1971, Christian Prazzoli vanta una comprovata esperienza internazionale nel settore fashion & luxury, con particolare riferimento alle attività di management, marketing, product strategy, e dello sviluppo del wholesale, retail, delle licenze e del digital. Prima dell’ingresso in Baldinini, il nuovo Chief Executive Officer ha ricoperto il ruolo di General Manager di Harmont & Blaine, oltre che, tra le altre, posizioni chiave nei gruppi Benetton, Nike e Breil ed in altre multinazionali sia del settore che del largo consumo.

In qualità di amministratore delegato, Christian Prazzoli si concentrerà sull’evoluzione della strategia di Baldinini, per elevare e rafforzare la brand equity. La sua mission riguarderà anche la definizione di una nuova strategia distributiva, con l’obiettivo di accelerare sui mercati internazionali con un corretto bilanciamento delle aree di business. Sempre in questo ambito, un focus importante sarà il riassetto del canale DTC (Direct to consumer), con priorità all’e-commerce e ai progetti di omnicanalità.

Christian Prazzoli metterà a disposizione i suoi skill anche per l’evoluzione del prodotto verso un consumatore sempre più moderno e dallo stile di vita evoluto e sempre meno locale.

“È per me un grande piacere entrare a far parte di un marchio iconico del Made in Italy con un grande heritage e un DNA artigianale come Baldinini, e per questo ringrazio il consiglio di amministrazione per la nomina. Ed è ancor più motivo di vanto e grande responsabilità iniziare questo percorso proprio ora che il brand festeggia i 110 anni di attività. Sarò subito al lavoro per rendere ancora più up to date la gamma prodotti e le proposte Baldinini, anche verso nuovi consumatori luxury e i loro stili di vita sempre più evoluti. In particolare mi concentrerò sullo sviluppo ed implementazione di strategie omnichannel, partendo proprio dall’online e dalle moltissime opportunità di crescita”, spiega Christian Prazzoli, amministratore delegato di Baldinini.

La nomina di Christian Prazzoli va nell’ottica di un sempre maggiore rafforzamento del marchio, e una ottimizzazione della distribuzione in diversi paesi esteri, uno dei punti di forza di Baldinini che negli anni ho contribuito a creare. Sono pronto a scrivere, insieme con Christian Prazzoli, nuovi importanti capitoli e successi internazionali del marchio”, aggiunge Gimmi Baldinini, presidente del consiglio di amministrazione di Baldinini.


MICAM CONVERSAZIONI LIVE

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Ogni giovedì, ospiti diversi parleranno dei cambiamenti in atto nel settore calzaturiero sia per quanto riguarda i processi produttivi che la filosofia che li circonda: sostenibilità, futuro del retail, ispirazione, tradizione e tendenze della moda.

 

ATTENZIONE! 

Le conversazioni si tengono in inglese


STROILI SPECIALE MAESTRE

UN GIOIELLO PER DIRE GRAZIE A CHI ACCOMPAGNA I BAMBINI LUNGO IL
CAMMINO DELLA VITA

“Un bambino impara quando l’amore insegna”: un semplice pensiero per suggellare quell’insegnamento capace di cambiare la vita, una magia che accade ogni volta che si incontra una maestra speciale, che ti accompagna lungo il cammino e rende i tuoi passi nel futuro più sicuri.
Perché un insegnante, prendendoti per mano, ti apre la mente e il cuore e per ringraziare le maestre che, soprattutto negli ultimi mesi, non hanno mai smesso di svolgere il loro compito con passione, Stroili ha creato una versione speciale della sua collezione Lady Message dedicata proprio a loro.
Un gioiello essenziale ma capace di racchiudere un sentimento profondo e di rendere tangibili, attraverso le parole, le emozioni che gli insegnanti permettono di vivere sia in classe che per mezzo dello schermo di un computer.
“Insegna, ama, ispira”: acciaio rodiato, smalto e strass sono i complici dei due bracciali e del girocollo che contengono, sulla loro superficie o sul charm a forma di cuore, due diversi messaggi d’affetto e di ringraziamento per rendere indelebile e unico il ricordo di quanto vissuto insieme.
Creazioni essenziali ma, allo stesso tempo, intense, dedicate a donne brillanti, piene di forza e di passione che, in questo modo, potranno risplendere ancora di più grazie a un gioiello che rappresenta l’immensa gratitudine che il loro impegno quotidiano suscita.
La collezione Lady Message – Maestre di Stroili sarà in vendita dal 5 giugno in tutte le boutique monomarca e i corner di Stroili con un prezzo a partire da 29, 90 euro.


LA MASCHERINE FIRMATE MALO CACHEMERE

Le mascherine firmate MALO cashmere:
fatte a mano, in tessuti naturali
eco-friendly e solidali.
Walter Maiocchi, Presidente MALO: «le nostre mascherine sono un omaggio ai valori di artigianalità e un tributo alle persone che rendono unici i prodotti MALO.
Per questo portano il nome delle artigiane che le hanno prodotte»

MALO, storico marchio specializzato in maglieria di cashmere, è impegnato nella produzione di mascherine in tessuti naturali come cotone e seta. Realizzate con fantasie di collezione e tutte con bandierina tricolore, portano i nomi delle artigiane che le hanno prodotte, ad esempio Ambra, Marianna, Antonietta, Rossella e Lucia. Un vero e proprio omaggio ai valori di artigianalità e un tributo alle persone che rendono unici i prodotti MALO.
 
Le mascherine firmate MALO, acquistabili online su malo.it e nelle boutique, sono eco-friendly: lavabili comodamente in lavatrice e sanificabili con spray igienizzanti, quindi riutilizzabili fino a 20 volte, e solidali: il 5% delle vendite sarà devoluto a Soleterre, Onlus impegnata in attività che hanno l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle persone in tutto il mondo, a sostegno di uno speciale progetto in ambito emergenza Covid-19: la creazione di un Fondo Nazionale per il supporto psicologico da destinarsi alle persone ricoverate, ai familiari che hanno perso un parente e al personale sanitario coinvolto nelle cure, che si trovano in difficoltà economiche ad accedere al supporto psicologico. Il Fondo verrà impiegato per rimborsare i professionisti che aderiranno al progetto.
 
«Siamo orgogliosi – sottolinea Walter Maiocchi, Presidente e proprietario della MALO insieme a Luigino Belloni, Sales Manager, e Bastian Mario Stangoni, Responsabile Produzione – di poter offrire un dispositivo in perfetto stile MALO: etico, fatto a mano, realizzato con materiali naturali, confortevole e prodotto seguendo misure molto attente e nel pieno rispetto delle nostre maestranze».
 
«Grazie a Malo per aver pensato a noi e aver deciso di fare un gesto di solidarietà in un momento sicuramente difficile per molte aziende – dichiara Damiano Rizzi, Presidente di Fondazione Soleterre – E grazie a tutte le persone che aderiranno al progetto, che ci auguriamo siano molte. Un gesto, quello di indossare la mascherina, che è entrato nel nostro quotidiano e che da oggi avrà un valore in più: ogni euro raccolto verrà destinato a garantire il benessere psicologico di chi ha sofferto di più in quest’emergenza, perché la salute degli altri non può non riguardarci».
 
La produzione della mascherine firmate MALO rispetta infatti protocolli molto rigidi. Dopo la realizzazione a mano delle mascherine, si procede con due tipologie di lavaggio: uno a secco con percloro e uno ad acqua a 70 gradi con detergente e igienizzante. Successivamente, l’asciugatura e un doppio passaggio di stiro. Il passaggio più importante è la sanificazione: i pezzi finiti vengono sottoposti alla procedura di sanificazione che avviene attraverso lampade UV. Infine, un operatore provvede alla confezione di ogni singolo pezzo. Tutti i passaggi di produzione osservano un rigido protocollo di sicurezza igienico-santaria delle maestranze, in particolare l’utilizzo di opportuni dispositivi di protezione individuale e il distanziamento sociale, a tutela delle persone coinvolte nella produzione.
 


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